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venerdì 10 marzo 2017

Ho fatto un sogno

Ph: ringhio - Cuba

Ho fatto un sogno...
All'inizio non era particolarmente bello, nonostante l'intensità fosse palpabile fin da subito.
Ero in una casa coloniale cubana, molto ben tenuta, affrescata con mille colori, con un bel patio pieno di piante e fiori e drappeggi per sopperire alla calura estiva.
Mi davano ospitalità due signori, una coppia di media età, che mi aveva presa in simpatia e mi vedeva come una figlia. Lei,  molto austera, era il capo e pesava quanto suo marito e la governante insieme. Lui, gracile, con la pelle bruciata dal sole e gentile, tanto. E poi c'era la governante, una tipina pelle e ossa, saggia, quanto il mare, raggrinzita, curva, con un cappello di paglia che le oscurava gli occhi, ma che in ogni suo movimento sprigionava calore, amore, grinta e dolcezza. Rimaneva a volte seduta sul suo piccolo sgabello ad intrecciare qualcosa, altre stendeva i panni, quei panni bianchi, da far male agli occhi.
Mi invitarono a cena e arrivò ogni genere di frutta e altri generi alimentari, ma ricordo solo la frutta. Tanta, di tutti i colori, grandezze e varietà. Mai assaggiata nessuna di quelle, ma le provai tutte perché la padrona altrimenti si sarebbe potuta offende e chi mai vorrebbe fare un torto ad un peso massimo.
Si intavolarono dei discorsi per spezzare il silenzio. Discorsi stupidi all'inizio, come si fa sempre quando non si conosce qualcuno, finché l'incalzare della serata ci portò a parlare del senso della vita, delle aspettative, di perché io fossi lì, del perché loro avevano scelto quel tipo di vita. Lei, alzò i toni perché voleva aver ragione sul fatto che se loro sono stati così fortunati da avere tutto quello che hanno, non devono rendere conto a nessuno e che non c'è nient'altro fuori di lì...
Ora non ricordo le esatte parole, ma mi ferirono, molto. Ricordo, nonostante io non sia prodiga nel dare consigli o controbattere, che mi scaldai. Mi salì un fuoco dai piedi, fino al cuore e poi agli occhi ed infine al cervello. Iniziai a singhiozzare, a piangere dal nervoso, a spiegare di quanta bellezza c'è là fuori, negli occhi della gente, nelle parole di un bambino, nei gesti lenti di un anziano, in un tramonto, in un'ora di solitudine con un buon libro. Mi gettai rannicchiata a terra, perché lei non poteva capire questi discorsi e io stavo male per lei. Suo marito, si accasciò a terra e mi circondò con un braccio, finché non riuscì a rialzarmi e a far pace con me stessa.
Era arrivato il tempo di andarmene da quella bellissima casa, che mi aveva comunque insegnato molto.
Era mattina quando uscii e presi una bici, che la governante della casa mi regalò. Avevo con me questa bici ed un vestito bianco, fatto a mano da lei. Nient'altro.
Girai e girai un paese e poi un altro, passando rasente a spiagge di una bellezza sconvolgente, bianche e gremite di locali che giocavano, facevano il bagno e prendevano il sole, dopo una mattinata di lavoro.
Impegnata nella salita e a fantasticare su questi posti, non mi accorsi di un ragazzo che stavo per investire, attraversando la strada. Anche lui vestito di bianco.
Mi fermai per chiedergli se andasse tutto bene e per scusarmi, ma lui con un sorriso mi disse, vieni, ti porto a vedere il sole spegnersi nel mare, in un posto che pochi conoscono.
Abbandono la bici non so dove e mi faccio trascinare in questo teatro naturale, dove conosco altre persone. Al largo dei kitesurfers che con le loro vele salutano il sole, piegandole al volere del vento, una volta a nord e una volta a sud, una campana che suona in lontananza, le risate di bambini che giocano a palla, la pace, la felicità e in quel momento, mentre quella sfera enorme rosso fuoco tocca il mare, perdo le parole, perdo la voce, perdo il respiro. Non c'è più nulla intorno a me, come se fossi in una bolla e poco dopo, questo magnifico sole, lascia spazio a quanto di più bello sia stato creato nel firmamento. Avvolta da una coperta di stelle, mi risveglio, felice e grata per un sogno così.

sabato 31 ottobre 2015

Cayo Largo, como te descargo

 
Sono in love con Cuba, lo ammetto!
Dopo aver scartato le Seychelles, ma solo perchè avrei dovuto vendere un rene per andarci e le Maldive, perchè la meta non era ambita, si è optato per Cuba Cayo Largo.
Cayo Largo è una piccola isola a meno di un'ora di volo da L'Habana (o L'Avana), per la precisione a Sud. 
Come funziona... Prenoto tramite agenzia (ebbene si, questo giro ho fatto la sfaticata, ma con giustifica perchè avevo poco tempo) che il venerdì manda la convocazione, per la partenza di domenica e vabbè.
Per cui con in mano l'operativo prenoto il parcheggio a MXP, tramite parking go, per 9 giorni al costo di  33,00€ (online costa meno).
Domenica parto alle 2 di notte perchè la convocazione era alle 4, per partire alle 8... Cosa abbastanza inutile, ma mi adeguo.
Dopo 13 ore di volo, con opportuno scalo a L'Avana, arrivo a Cayo Largo con un'umidità dell'80% e una temperatura percepita di 36 gradi almeno. Primo motivo per dire Como te desgargo.
Mi accoglie un animatore di nome Carmelo del Villaggio Eden ed in 10 minuti di autobus, arrivo al villaggio. Aperitivo di benvenuto con Rum e assegnazione camere.
Però un aperitivo è poco, quindi altro giro, altra corsa.
Dopo due ore, si può andare a disfare la valigia. 
Visita alla spiaggia che devo dire la verità, non era meravigliosa per il semplice fatto che essendo la zona esposta a vento, il mare risultava sempre mosso, ma non è stato un problema nei giorni successivi, perchè ci sono bellissime spiagge non distanti, con acqua cristallina, che sono piscine naturali.
Particolarità da visitare (che io ho visto): coccodrilli, iguane, vivaio con altri coccodrilli (mamma e cucciolo) e iguane, delfini, tartarughe nel centro di recupero.


Spiagge che ho visitato: Paraiso e Sirena. A playa Sirena si arriva tramite barca, però il mare è calmo in quella zona, perchè rimane in una baia. Playa Paraiso è proprio una piscina, ma nella zona degli ombrelloni c'è un po' di cattivo odore, tipo di zolfo, mentre arrivando alla lingua di sabbia davanti (si arriva sia a piedi, sia dall'acqua), l'odore sparisce.


Playa Paraiso
Playa Sirena

Attività esterne al villaggio: nel Pueblo della Marina (al porto per intenderci) ci sono dei negozi per gli acquisti e al di là di queste cavolate da turisti, che ci stanno, passando oltre c'è un locale all'aperto con un tetto di paglia, dove fanno degli ottimi mojiti o cuba libre (non chiedete altro perchè intanto non lo fanno e fanno bene!). Richiamata dal reggaeton e dalla salsa cubana, vado al locale e scopro il mio mondo.
Tutto il resto diventa bello, ma la ciliegina sulla torta ce la mette questo bar (di cui purtroppo non ricordo il nome, ma è l'unico che richiama i lavoratori della zona). Si, perchè il pueblo è stato costruito per i lavoratori dell'isola che lavorano 20 gg di fila e poi per 10 gg sono di riposo e tornano a casa (a l'Avana piuttosto che alla Isla de la Juventud). Dai propri alloggi si spostano attraverso la uaua, che è l'autobus locale, che per 6 pick-up stabiliti è gratuito (sono 3 passaggi al mattino e 3 al pomeriggio/sera), mentre se lo chiami fuori dall'orario ha un costo di 2 cuc andata e 2 cuc il ritorno (ida y vuelta). Al pueblo, nonchè la Marina, c'è tutto quello che può servire, tra cui un negozio di Rum e di sigari.
Dopo questa scoperta si decide di tornare per una serata e l'unica rimanente è il venerdì prima di partire, così giusto per avere un bel ricordo. 
Devo dire che qui in Italia non tutta la loro musica arriva ed è un vero peccato, ma devo dire che con santa pazienza, le abbiamo recuperate tutte o quasi! Per dire, un paio le metto....

Il rientro dura solo 9 ore perchè non ci sono scali e in volo si recuperano 40 min, cosa molto importante.
Ulteriore cosa importante che magari già sapete. Ricordo che non è più necessario applicare la marca da bollo per il rinnovo annuale. Chi ha già il passaporto elettronico non ha ulteriori spese, mentre chi è in fase di rifacimento, dovrà pagare una volta sola (fino a scadenza di valità, ovvero 10 anni), tra i 150 - 200€.

Ringrazierei per la splendida vacanza: 
La Banny, che mi ha sopportata in vacanza
Lo Chef Fabio Bertoli, veramente bravo e non perchè viene dalle mie parti
I ragazzi dell'animazione, nonostante io non ami i villaggi, sono stati molto bravi e soprattutto Oscar che ha avuto la pazienza di spiegarmi come la si pensa a Cuba
Tutti i cubani e le cubane che hanno sopportato l'intrusione della turista del momento :P , spero mai inopportuna

E per la cronaca il mio cinquantino ha reso...Giusto qualche mila miliardi di stelle!