Patch

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giovedì 11 gennaio 2018

Punti e punto

Io non ho punti fermi nella mia vita.
Non ho un lavoro che mi leghi ad una routine e che mi indichi dove devo andare tutti i giorni.
Non ho una casa, dove la sera tornare e dove trovare calore e certezze, ma ogni giorno ho un cuscino nuovo dove appoggiare la mia testa.
Non un amore al quale affidare i miei sorrisi o le mie lacrime, uno di quelli che ti sta vicino sia nei momenti belli che in quelli brutti.
Non sento di appartenere al mio Paese natio, nonostante mi manchino i paesaggi.
In questo momento sento tutto così lontano da me che mi sento senza radici, senza nulla. Mi sento il nulla.
Mi sento mancare tutto. Non so esattamente la direzione che sto prendendo, ma sento che potrebbe essere quella giusta.
Quello che invece ho, ma che costantemente allontano, sono gli amici e la famiglia. Una famiglia sgangherata, ma che ora che sono lontana, so che c’è e me ne rendo conto di più di prima. Anche se loro sanno che io non voglio essere “disturbata” e quindi si fanno sentire poco e io lo stesso con loro. Forse per soffrire di meno o forse proprio perché il ricevere un loro messaggio una volta ogni tanto è come una festa e lo valorizzo di più.
Gli amici, li sento spesso e alcuni tutti i giorni. Mi tengono compagnia e aggiornata su quello che succede. La cosa più bella è sentire che la loro vita va avanti, che stanno bene, ricevere le foto dei loro figli che crescono e dei loro progetti che si realizzano. Mi mancano anche loro. Mi mancano le serate in compagnia a bere un tè a casa dell’una o dell’altra. Un’uscita fotografica, una cena, un aperitivo in piazza a raccontare del nulla e ridere come pazzi.
Mi manca ridere di gusto, con loro.
Mi manchi tu. Oggi ho rinvenuto dal fondo dello zaino la tua lettera. Non che non rileggessi i messaggi che mi mandavi, ma quella lettera è una poesia, come mai ne ho lette. Sembra così vera e piena di significato, ma così non è. Non lo è più e anzi, come hai detto tu, sei stato portato a scrivere in preda ad emozioni. Ora tu stai andando avanti con la tua vita, con le tue scelte, che non includono più la mia presenza, nemmeno quella silenziosa, fatta ogni tanto di un messaggio mandato al volo. 
Siamo due entità separate, e non che prima non lo fossimo, ma è tutto così lontano. E’ tutto così relegato in fondo al cuore ed in un angolo della mente. Questo deve essere o dovrebbe essere. Eppure non c’è giorno che passi senza che tu sia presente dentro di me. Continuo a ripetermi che devo essere felice se tu lo sarai. Non mi sembra forse vero che possa esserci una fine tra due persone come noi. Ma come al solito, la mia mente annebbiata dai sentimenti, parla a sproposito, e tutto sarà più chiaro quando questa foschia si sarà diradata, un giorno. Ma nel frattempo io sono qui che mi arrovello la mente in mille pensieri e non so come uscirne.
Sono certa che se tu sarai felice, lo sarò anche io. Non posso fare altrimenti, perché sono fatta così e alla fine mi rallegro sempre per gli altri e vedere un sorriso su qualcuno che ami, è il regalo più bello che si possa avere.
E poi ci sono io, in un angolo però, che soffro. E non smetto di soffrire.

E la verità è che ci credevo, ma mi sbagliavo.